Con questo articolo iniziamo una rubrica sulla piattaforma di cloud computing Microsoft Azure, dove vedremo come utilizzare i differenti servizi offerti dalla stessa.

Con cloud computing generalmente si intende la disponibilità, a consumo o meno,  di uno o più servizi che siano facilmente accessibili.

I seguenti sono classici esempi di servizi cloud sono

  • Servizi di archiviazione remota
    • Dropbox / OneDrive / GoogleDrive
  • Software per la gestione della posta e dei documenti
    • Office 365, Google Docs
  • Contenuti digitali online
    • Spotify, Infinity
  • Gaming
    • Steam, XboxLive, Origin

Un servizio cloud presenta due tipologie di pagamento:

  • A consumo
    • Pago solo per le risorse effettivamente utilizzate
  • Prepagato
    • Pago un canone di abbonamento al servizio indipendentemente dalle risorse utilizzate

In genere tutti i servizi cloud diretti all’utente finale presentano il pagamento prepagato in quanto servizi in abbonamento.

Differenziare le tipologie di servizi cloud

I servizi cloud si differenziano in tre tipologie:

  • Infrastructure as a Service – IaaS
  • Platform as a Service – PaaS
  • Software as a Service – SaaS

Lo schema seguente ci permette di fare una veloce distinzione visiva dei tre servizi dal punto di vista di un IT-Pro nei confronti dello sviluppo di un prodotto On-Premis.

Comparazione dei servizi

Fonte: msdn

Nello scenario di sviluppo classico, in cui tutta l’infrastruttura grava su di noi, ci si deve occupare di ogni singola operazione, dall’installazione dei server sulla rete fino al livello applicativo, ed ovviamente tutte le operazioni di mantenimento, dall’installazione di patch di sicurezza ad upgrade hardware ricadono come compiti dei sistemisti. Infine qualora l’applicazione richieda sempre più risorse sarà compito nostro scalare l’infrastruttura.

In uno scenario di tipo IaaS riusciamo a delegare una serie di mansioni al vendor del servizio, infatti abbiamo a disposizione delle risorse hardware virtualizzate sulle quali poter installare una infrastruttura per la nostra applicazione; in questo caso dovremmo occuparci comunque di una serie di operazioni di mantenimento e scalabilità per la parte “software” dello stack.

Lo scenario PaaS semplifica ulteriormente il managment, in questo caso ci si ritrova tutto il sistema HW/SW pronto, sul quale installare la propria applicazione, bisogna solo progettare l’applicazione affinché possa scalare su differenti istanze, ma tutta l’operazione di scalabilità è lasciata ai sistemi del vendor che si occuperà inoltre di mantenere tutta l’infrastruttura aggiornata.

Lo scenario SaaS dal punto di vista dello sviluppatore è una soluzione di business, ovvero la possibilità di vendere il proprio software come servizio, solitamente con canoni di abbonamento.
Ovviamente può capitare di usare SaaS per lo sviluppo della propria applicazione, ad esempio servizi come SendGrid oppure Auth0.

Azure mette a disposizione differenti soluzioni IaaS e PaaS, tra queste vedremo:

  • Virtual machines
  • Cloud services
  • Mobile services
  • Storage
  • Logic App

Nell’appuntamento della prossima settimana parleremo delle virtual machine e delle differenze tra le classi a disposizione.

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Andrea Giunta

Andrea Giunta

Mi occupo di IT da differenti anni. Ho iniziato con il linguaggio C e con Asp per poi migrare a .Net, nell'arco dell'ultimo decennio ho avuto modo di lavorare con differenti tecnologie e piattaforme, open e non.
Ho collaborato per 6 anni con Microsoft in veste di Microsoft student partner, collaborazione nella quale nel 2014 sono stato lo speaker sull'Azure tour nelle università del sud Italia.
Dal 2012 sono un membro di OrangeDotNet, community IT siciliana, con la quale organizziamo eventi tecnici.
Ho partecipato come speaker a differenti eventi tecnici, sia della community sia di altre, come i Community Days ed il DotNetCampus, la mia area di expertise è Azure, per la quale ho ricevuto il Microsoft MVP Award 2015