Questa volta Apple entra tardi in un mercato, quello delle Wearable Technologies, ma come al solito progetta di entrarci in grande stile.

Sarà stata l'acquisizione da parte di Facebook di Oculus Rift o l'imminente lancio commerciale pubblico dei Google Glass, ma il colosso di Cupertino ha deciso di scendere in campo, nel crescente ed esplosivo campo degli occhiali "aumentati". Per ora non c'è ancora nessun prototipo funzionante di questo gioiellino – nome in codice iEye C4 "Ramba" – ma siamo in grado di mostrarvi già i primi disegni e concept.

Da informazioni di qualche insider e indiscrezioni colte qua e là siamo riusciti infatti ad avere in anteprima alcuni rendering di come saranno gli iEye, la risposta Apple (e che risposta!) ai Glass.

Vista laterale, con il logo in bella mostra sull'aletta con i controlli

Ecco come si metteranno. Non c'è che dire, tutto un altro stile rispetto ai Google Glass!

Le novità

La novità principale è che le immagini e informazioni verranno proiettate direttamente sullo "schermo" della lente, creando dunque un effetto di "realtà aumentata" pur lasciando il campo visivo libero.

L'altra grande novità è rappresentata dal sistema biometrico per la lettura dell'iride: saremo in grado di sbloccare gli occhiali, effettuare un pagamento e loggarsi su iTune con un solo, semplice sguardo – tutto opportunamente salvato in un grande database centrale che potrà presto sostituire altri sistemi di identificazione personale.

Proprio questa sua stretta interazione con l'occhio umano è infine all'origine del nome: non più un i-Phone o i-Pop ma proprio un i-Eye, ovvero quasi un occhio bionico. Per rendere più facile la diffusione del brand e del naming anche ai non anglofoni, la Apple ha rilasciato questa volta addirittura un video con la pronuncia esatta:

Data prevista del lancio? Non c'è ancora nulla di certo ma c'è chi giura che saranno pronti il 1 Aprile del 2015…

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Silvio Porcellana
Silvio Porcellana è il fondatore di mob.is.it, il tool che centinaia di agenzie e professionisti di tutto il mondo utilizzano per creare con semplicità siti mobili e applicazioni native per i loro clienti. Tiene anche un podcast dove racconta ogni venerdì le sue avventure imprenditoriali, senza veli o segreti: Opus Digitalis