Ormai quello che solo qualche anno, anzi qualche mese fa sembrava fantascienza è oggi una tecnologia aperta, pronta e (quasi) matura. Google ha infatti lanciato in questi giorni la developer preview di Android Wear, una versione del suo sistema operativo progettato specificamente per i dispositivi indossabili.

Il sistema operativo consente agli utenti di controllare dispositivi indossabili con comandi vocali e ricevere notifiche da smartphone associati. Niente di particolarmente nuovo, ma – citando le parole stesse di Google – il colosso di Mountain View spera "per portare un'esperienza utente comune e una piattaforma di sviluppo coerente per questa nuova generazione di dispositivi".

Il lancio è stato anticipato la scorsa settimana al SXSW da Sundar Pichai, SVP di Android, Chrome e app. All'inizio sembrava che il sistema operativo non fosse solo per smartwatches anche se oggi, invece, sembra che questo ambito sia dove l'attenzione di Android Wear ricadrà, quantomeno all'inizio della sua "vita".

Moto 360

Nel frattempo, Motorola – che faceva parte di Google fino alla sua recente vendita a Lenovo – ha presentato il primo orologio per funzionare su Wear, il Moto 360. Diversamente dalla maggior parte degli altri smartwatches, il 360 ha uno schermo circolare e può essere attivato dall'utente con una rotazione del polso e la ormai classica frase "OK Google …". Questo gioiellino dovrebbe essere commercializzato a partire dall'estate prossima.

Google ha anche firmato con Asus, HTC, Motorola e Samsung – che in particolare non ha scelto Android per i suoi ultimi orologi "Galaxy Gear" – un accorto che li vedrà coinvolti come partner hardware. Anche il marchio Fossil si è impegnato a mettere in commercio smartwatches "powered by Wear" entro la fine dell'anno.

API

Anche se non strettamente collegato ad HTML5, questo tema delle Wearable Technologies è oggi talmente prepotente da dover interessare, quantomeno per curiosità e "cultura", tutti i developers interessati alle nuove tecnologie.

Come ogni buon sistema, dunque, la Developer Preview dispone anche di Android Wear API per personalizzare ed estendere le notifiche, la modalità di interazione vocale, aggiungere e mostrare nuove pagine, oltre a permettere agli sviluppatori di utilizzare un emulatore per visualizzare in anteprima come le notifiche appariranno su schermi di smartwaches sia quadrati che rotondi.

I principi fondamentali a cui le app per Android Wear (e, a dirla tutta, anche per Google Glass) si dovranno ispirare sono:

  • contestualità: come e più che con un smartphone, le tecnologie da indossare devono sfruttare la conoscenza del luogo, ora del giorno e contesto in cui ci troviamo massimizzando la qualità ed efficacia delle informazioni che ci vengono presentate;
  • immediatezza: date le dimensioni ridotte dello schermo e la tipologia stessa di informazioni presentate (appuntamenti, indicazioni geografiche, comunicazioni personali) il messaggio deve essere immediatamente accessibile, chiaro e ben visibile;
  • bassa interazione: l'utilizzo di questi device deve richiedere una bassa interazione e dunque tutte le applicazioni dovranno consentire in pochissime "mosse" (tap o comandi vocali) di realizzare l'azione che si è deciso di intraprendere, sia esso cercare un indirizzo sulle mappe o rispondere ad un messaggio;
  • efficacia: Android Wear vuole diventare il sistema operativo del nostro "assistente personale", e le caratteristiche essenziali di qualsiasi assistente – umano o meno – devono sempre essere la discrezione (parlare al momento giusto), l'efficienza (dire solo le cose che servono davvero) e la conoscenza (sapere in anticipo che cosa abbiamo bisogno di sentirci dire)

Per maggiori info, il sito ufficiale è http://developer.android.com/wear/index.html

 

Ecco a voi, infine, il video di presentazione di Android Wear:

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Silvio Porcellana
Silvio Porcellana è il fondatore di mob.is.it, il tool che centinaia di agenzie e professionisti di tutto il mondo utilizzano per creare con semplicità siti mobili e applicazioni native per i loro clienti. Tiene anche un podcast dove racconta ogni venerdì le sue avventure imprenditoriali, senza veli o segreti: Opus Digitalis